Con il franco successo per 5-1 sui Blue Devils Genova vice-campioni d’Italia
Milano, 26 nov. – Dal Palazzetto di Via Iseo parte il guanto di sfida del Dream Team a tutte le rivali nella corsa allo scudetto. È questo il verdetto scaturito sabato 24 novembre a Milano al termine di una gara vera, giocata, combattuta e vinta con convincente sicurezza dal Dream Team e doppiamente importante.
Doppiamente importante perché di fronte ai gialloneri milanesi era schierata la squadra seconda classificata del Campionato scorso, i Blue Devils di Genova. E doppiamente importante perché i padroni di casa dovevano fare a meno di due titolari del calibro di Fontana e del portiere Rasconi. E se in altre partite le occasionali assenze possono servire a Mister Stuppìa per effettuare un “turn-over” salutare, vista l’ampiezza della rosa a disposizione quest’anno, in questa circostanza l’allenatore meneghino avrebbe sicuramente preferito presentarsi a ranghi completi.
Ma il Mister decide di fare di necessità virtù e, consegnata la scontata maglia da titolare al portiere in seconda Provito, sempre convincente finora quando chiamato in causa, sceglie di ovviare all’assenza del regista Fontana affidandosi ancora al modulo con 2 mazze e 2 stick, che bene ha fatto nelle ultime uscite dei milanesi. Stesso schema, come d’abitudine, per i Devils. Così ai nastri di partenza si schierano per parte giallonera Provito – Biundo – Bruno – Locatelli – Brusati, per parte genovese Veres – Marangoni – Merlino – Boschini – Ronsval.
Sono dunque Locatelli e Brusati i 2 frombolieri chiamati a cercare di scardinare la difesa genovese, una delle più agguerrite del Campionato. E la cosa non sembra inizialmente agevole, visto che la partita si presenta equilibrata e con incursioni a fasi alterne, con le 2 coppie d’attacco che cercano di dialogare e favorire a turno il tiro del compagno di reparto. Meno lucida la coppia Boschini – Ronsval, con quest’ultimo che più di una volta esce dal contesto del match. Sul fronte opposto, occhi puntati su Locatelli, giocatore dai margini di miglioramento notevoli e ancora inesplorati.
Grazie anche al suo contributo si segnalano un paio di belle azioni di prima intenzione di marca Dream Team, ma per vedere il punteggio schiodarsi dallo zero a zero bisogna attendere fin quasi alla fine del primo quarto di gioco: mancano infatti 3’ allo scadere quando Locatelli ruba palla nella metà campo avversaria e mette in condizione Brusati di battere il portiere avversario con un tiro non forte ma preciso.
Nel secondo quarto Milano schiera come stick a far coppia con Bruno, quel Garofano autentico pendolare del wheelchair hockey (risiede in Germania ma vola ogni volta in Italia per allenarsi e giocare nella sua nuova squadra) che rileva Biundo, interprete del ruolo in chiave più difensiva ma comunque molto efficace. Giocando con una mazza in meno, fondamentale risulta l’apporto degli stick che devono fare difesa attiva braccando le punte avversarie. Ora il Dream Team ha in campo 2 stick assatanati che non si fanno pregare per tradurre in pratica questa tattica e i risultati si vedono: a metà del secondo quarto di gioco il Dream Team sferra infatti agli avversari un micidiale uno-due nel giro di meno di 2 minuti.
Al 4’, la squadra milanese sfrutta una ripartenza, con le 2 mazze che scendono in tandem verso la porta avversaria… Brusati da destra taglia un diagonale davvero invitante per l’accorrente Locatelli che scaraventa la palla verso la porta, con il portiere ospite Veres che pur intercettando non può impedirle di terminare la corsa in fondo alla rete. Locatelli dopo il gol appare rinfrancato, pur ricadendo talvolta nei consueti “passaggi a vuoto” nei quali smarrisce la posizione in campo.
Non così Brusati che, nemmeno 2 minuti dopo sfrutta al meglio la sponda dello stick di Garofano e dal lato sinistro dell’area di porta scaglia una terrificante sassata che si infila nell’angolo opposto con precisione chirurgica. Gli avversari sono avvertiti: “cuorematto” Brusati sta tornando “bum-bum” Brusati. Non ha ancora imbracciato il mitra, ma il fucile di precisione sì.
In chiusura di tempo il quarto gol giallonero, ancora di Brusati, che sfrutta stavolta il gran lavoro di Locatelli, che rimette in mezzo un’invitante palla dall’angolo dov’era chiuso da più avversari. L’intervallo lungo vede l’applauso convinto del pubblico di parte Dream Team che a tratti ha visto in campo una squadra da leccarsi i baffi.
Dovremmo parlare ancora del terzo quarto di gioco, dove i liguri cercano di produrre il massimo sforzo per riaprire la partita, sforzo che frutta un palo sporco di Damonte (mazza subentrata a Boschini) e soprattutto un gol su tiro scagliato da Ronsval da distanza siderale, secondo il Dream Team ben oltre metà campo, pratica vietata nello sport dei distrofici. La terna arbitrale, ossia i 2 arbitri Iotti e Biundo e il cronometrista Stoduto, dopo lungo conciliabolo, annulla.
Senza storia l’ultimo quarto, con il portiere giallonero Provito che si conferma para tutto e nonostante il gol della bandiera ospite segnato, stavolta sì, da Damonte su pregevole assist dallo stick Ginesi, capitano dei Devils. La Squadra dei Sogni amministra, concede la passerella a Locatelli sostituito da Bonifacio e chiude le marcature con il solito Brusati che approfitta nell’occasione di uno dei rarissimi errori del portierone genovese Veres. La bella Sonia si sposta in avanti in anticipo e “Brusa” la infila dietro le ruote posteriori. Morale: Genova è apparsa forse sottotono, ma Milano ha dato un’autentica dimostrazione di forza.
Riccardo Rutigliano
riccardo.rutigliano@voceditalia.it

















