La squadra milanese batte in trasferta per 6 – 4 i Magic Torino
Milano, 21 feb. – La domenica appena trascorsa, il 17 febbraio, ha visto il ritorno in campo del Dream Team a distanza di 15 giorni dalla sua ultima fatica, la non eccessivamente impegnativa trasferta di Albenga. Questa volta ad attendere la squadra giallonera era invece la ben più attrezzata compagine dei Magic Torino.
Diciamo subito che il Dream Team ha vinto ancora, stavolta per 6 – 4, quindi evviva il Dream Team. La squadra di Mister Stuppìa ha anche fornito a tratti scampoli di bel gioco, dimostrando che quando il meccanismo d’insieme funziona, l’orchestra produce ottima musica.
Continua a piacere in particolare lo schema a 2 punte, ovvero due giocatori dotati di mazza in attacco (sempre più spesso la coppia Brusati-Locatelli) e 2 giocatori dotati di stick a supporto, uno più difensivo e l’altro più portato al pressing a tutto campo. In un modulo così, lo stick che sostituisce la terza mazza può rappresentare non un attaccante in meno, ma una “risorsa” in più. Nel Dream Team così disposto, è Alessandro Bruno a incarnare questa risorsa in più.
Ma a questo punto bisogna anche parlare delle sottili inquietudini che continuano ad agitare la blasonata squadra milanese e che da favorita per la corsa al titolo ne fanno un’incognita. Approssimazione nella gestione della trasferta (2 giocatori raggiungono la squadra in loco con propri mezzi e in ritardo), autolesionismo nel mostrare nervi scoperti tra compagni e, a volte, nei confronti degli avversari.
Eppure l’inizio era stato più che positivo, nonostante il ritardo di Locatelli il quale, nel raggiungere la palestra di Torino autonomamente, non fa… “le cose per bene”. I gialloneri vanno subito in vantaggio con l’unica mazza superstite, il valoroso Brusati spalleggiato da un manipolo di stick: Bruno, Biundo e Provito che in questa occasione non si produrrà nemmeno un minuto tra i pali, dove torna, e finalmente ai suoi livelli, il titolare Rasconi.
Poi arriva Locatelli e incredibilmente, la squadra va in confusione. I Magic, per nulla disposti a fare da vittime sacrificali (hanno in ballo la lotta per il secondo posto nel Girone con i Devils Genova) reagiscono allo schiaffo iniziale e con il solito De Zotti, prima che muoia il tempo del primo quarto, ribaltano il risultato: 2 – 1 Magic.
Il secondo quarto di gioco è costellato da molti falli, (Bruno e la mazza torinese Prima ingaggiano un duello stile “OK corral”) il pubblico che riempie la piccola palestra dei torinesi fa sentire il proprio tifo e sottolinea gli interventi dei milanesi in maniera forse eccessiva. Il Dream Team dapprima pareggia ma, dopo il gol dell’immancabile Brusati, va nuovamente sotto e il tempo si chiude con i Magic ancora avanti per 3-2.
Il terzo quarto si segnala per un episodio che dovrebbe contribuire a stemperare gli animi, ma non sarà così. Su un tiro dell’onnipresente Brusati, la palla rotola lentissima verso la linea di porta e non si capisce se la superi o meno. Ebbene, sono le seconde linee dei Magic, che seguono la partita dietro la porta, a confermare sportivamente che il gol è valido. Siamo così sul 3 a 3, e la sfida si avvia all’ultimo e decisivo quarto.
Il risultato però fatica a sbloccarsi. Da segnalare l’ammonizione allo stick milanese Bruno che successivamente in un’altra azione di contrasto su Francesco Prima scatena le proteste oltre le righe del coach torinese Tomassini, solitamente esemplare. Ora però il Dream Team gioca bene e Locatelli è sintonizzato sulla lunghezza d’onda dei compagni; magari ancora a corrente alternata (vedi gli isterici urlacci che si prende da Brusati per un improvvido retropassaggio al quale solo Rasconi con un guizzo impedisce il trasformarsi in autorete) ma con indubbi risultati: è proprio Locatelli a siglare il gol del 4 – 3 Dream Team e in seguito quello del rassicurante 5 – 3.Ceravolo per i Magic e Brusati per la sponda giallonera fissano il risultato sul definitivo 6-4 per i milanesi. Fu vera gloria? Il gioco espresso fa propendere per il sì, il comportamento di alcuni protagonisti lascia aperti dubbi e perplessità sulla tenuta psicologica del gruppo.
Riccardo Rutigliano
riccardo.rutigliano@voceditalia.it

















