I gialloneri anche quest’anno concludono a punteggio pieno il girone eliminatorio
Milano, 14 mag. – Sabato scorso, 10 maggio, è andato in scena l’ultimo atto del girone eliminatorio Nord-Ovest del Campionato Italiano di wheelchair hockey targato FIWH. E, come da copione, il Dream Team Milano ha portato a termine l’impresa della qualificazione per i play-off aggiudicandosi tutte le partite disputate. Impresa peraltro non nuova per la squadra giallonera.
Eppure, nonostante la performance certamente degna di nota, il Dream Team porta con sé diverse incognite in vista delle finali di inizio giugno. Cosa strana per una squadra che ha avuto finora un solo passo falso in tutta la stagione, e cioè l’inopinata eliminazione dalla Coppa Italia ad opera dei Cocoloco Padova.
Ma è proprio questo uno dei principali crucci del bravo Mister meneghino Alessandro Stuppìa, autore in 3 anni di un notevole lavoro per il miglioramento dell’ordine tattico e della polivalenza di gioco e per l’applicazione agli schemi: quello di vedere la sua compagine perdere in alcune occasioni il controllo del match quando appare ormai in conserva, o addirittura di perdere la testa alle prime difficoltà… la cosa accade con cadenze non certo ravvicinate (diciamo un paio a stagione), ma con puntualità sconcertante ed esiti letali per il raggiungimento degli obiettivi da parte della società di Via Lampedusa.
Altra grossa, grossissima incognita, è quella relativa alla presenza all’appuntamento topico di Lignano Sabbiadoro della indiscussa punta di diamante del Dream Team, quel Marco Brusati bersagliato nelle ultime 2 stagioni dalla malasorte. E se lo scorso Campionato i problemi cardiaci del bomber si erano abbattuti sulla squadra come un autentico fulmine a ciel sereno quest’anno, seppure di minore entità, essi sono lì a pendere come una spada di Damocle sopra il destino dell’intera stagione.
Non ultimo tra gli interrogativi in chiave play-off è l’impatto che avrà sui medesimi (e sugli avversari) la seconda punta Locatelli, autentica novità di questa stagione nel Dream Team. Ma se questa “arma segreta” potrà rivelarsi anche un’ “arma letale”, solo il campo potrà dirlo. I progressi fin qui mostrati dal pacioso cannoniere lombardo sono notevolissimi, ma le lacune tattiche ancora da colmare pure non trascurabili.
I tifosi del Dream Team a questo punto ci scuseranno per il lungo excursus “tecnico-tattico-ambientale” che hanno dovuto sorbirsi fin qui e che esula decisamente dalla cronaca sportiva della gara disputata sabato, ma il momento della stagione autorizzava ad azzardare una analisi su quanto sinora visto e sulle conseguenti prospettive.
Per gli inguaribili ammalati di hockey (tra i quali ad ogni buon conto ci annoveriamo) diremo allora che la partita contro Le Torri è trascorsa via lieve lieve, senza particolari scossoni o sofferenze e questo nonostante qualche timido miglioramento della squadra di Albenga, priva peraltro del suo miglior tiratore Milea. Ma la compagine milanese l’ha colpita subito con un uno – due di Locatelli al quale Brusati ha aggiunto il destro da k.o. trasformando un penalty concesso dagli arbitri Biundo e Iotti per indebito ingresso nell’area di porta di un difensore. Nel quintetto iniziale di marca giallonera figuravano anche Provito in porta e Bruno e Schiraldi con lo stick, tutti autori di prove positive.
Oltre ai nomi di Locatelli e Brusati sul tabellino a favore Dream Team figurano anche un autorete e un gol assegnato erroneamente a Rutigliano, in campo negli ultimi 2 tempi, e da ascrivere invece al bomber di via Fauchè, che oltre al rigore già descritto avrebbe così “timbrato il cartellino” del gol altre 10 volte. Ma ad onta del gol “fantasma” Brusati è più che mai in corsa per il titolo di capocannoniere, medici e sfortuna permettendo.
Presente ma poco impegnato Fontana (in quanto rappresenta una sicurezza), hanno tastato il terreno di gioco pure Rasconi, Biundo, Garofano, Fumagalli e lo “straniero” Kahn, che con un astuto tiro sulla ruota anteriore della carrozzina del portiere avversario, ha provocato la già citata autorete. Rutigliano, che dopo il positivo girone eliminatorio del Campionato scorso (5 centri per lui) quest’anno è rimasto a secco, anche per colpa di numerosi guai fisici durante il girone d’andata, cerca con insistenza (e altrettanta imperizia) la rete ma la trova solo nella penna della cronometrista al tavolo, condita per di più con la salsa gialla di un cartellino dalla severissima arbitro Biundo, encomiabile comunque nella repressione del gioco duro.
Riccardo Rutigliano
riccardo.rutigliano@voceditalia.it

















