La squadra giallonera sconfigge i Dolphins di Ancona per la seconda volta in 7 giorni: e’ 10 – 1
Bareggio (MI) – A sette giorni dalla vittoriosa trasferta di Ancona dove si erano imposti per 11–5, i giocatori del Dream Team sono chiamati nuovamente a misurarsi con i marchigiani. Per uno scherzo del calendario, non infrequente nel Campionato di hockey, questa sfida, recupero della prima giornata, va infatti in onda il primo marzo, una settimana esatta dopo la precedente giocatasi il 22 febbraio. E così sono i Dolphins a consentire al Dream Team di “bagnare” con un franco successo per 10-1 l’esordio nella nuova palestra situata poco fuori Milano, a Bareggio.
Non sarà più il Pala-Iseo quindi, il teatro delle partite casalinghe di Campionato del Dream Team ma, per ragioni di doveroso risparmio economico, l’altrettanto consono impianto bareggino, il cui pubblico si dimostra fin da subito incuriosito dal wheelchair hockey e desideroso di sostenere adeguatamente i nuovi possibili beniamini. Così si parte: il coach meneghino Stuppìa confortato dalla prova convincente sostenuta ad Ancona dai suoi, parte con il quintetto che alla luce delle ultime due stagioni vede nei suoi pensieri come titolare. Dunque Rasconi in porta, Garofano stick in pressing a tutto campo e Bruno stick centrale alto, con Locatelli e Brusati punte dialoganti e pronte al rientro difensivo.
I Dolphins, sui quali pesa probabilmente la ancor fresca sconfitta casalinga con i medesimi avversari odierni, si presentano in veste un tantino dimessa, tuttavia è di marca anconetana il primo tiro pericoloso della partita. È l’uomo simbolo della squadra biancazzurra Stefano Occhialini che, seppur stretto verso le sponde dall’azione concertata degli stick Bruno e Garofano, riesce a scagliare dalla sinistra un diagonale assai preciso verso la porta di Rasconi, che però non si fa trovare impreparato e respinge il tiro con la carrozzina.
Lo scampato pericolo convince la banda del Coach Stuppìa che non è il caso di attendere troppo per cominciare a suonare, come già accaduto in altre occasioni e con costi salati. Così il duo Locatelli–Brusati smette di accordare gli strumenti e dopo poco più di 3 minuti lancia il primo acuto: Locatelli recupera una palla nella zona di campo posta alle spalle della porta ospite nel settore destro e la rimette all’indietro per l’accorrente Brusati per il quale il gol è cosa agevole.
A questo punto la squadra giallonera appare sbloccata e soprattutto concentrata e tranquilla, e questa rinnovata tranquillità (apprezzata in una certa misura anche nella prima partita, pur persa a Bologna) sembra una delle note più positive di questo avvio di stagione. Nello specifico, dà luogo a 2 gol quasi in fotocopia, che vedono Brusati in veste di uomo-assist e Locatelli in quella di finalizzatore: il prima “taglia” da sinistra cercando il secondo sulla destra con un passaggio in diagonale. Il “bomberone” in queste occasioni si fa trovare puntuale all’appuntamento. La prima frazione si chiude così sul 3-0 a favore del Dream Team.
Nel secondo quarto Mister Stuppìa decide che è già tempo di sperimentare varianti tattiche e meccanismi di gioco diversi, e lo fa ricorrendo a uno schieramento con 3 mazze, ovviamente compatibili tra loro per somma di punteggio, coadiuvate dal solito stick “anticontropiede” Bruno. Gli interpreti chiamati sulla scena sono Ghislotti e Fontana (per Locatelli e Garofano), che si affiancano al punto fermo Brusati.
In questo tempo di gioco le “prove tecniche di trasmissione” mandano in onda immagini meno nitide che in precedenza, vuoi per una certa desuetudine di Fontana alla presenza in campo, vuoi per l’emozione che ancora sembra attanagliare Ghislotti quando è chiamato in causa, vuoi per alcune residue amnesie di Brusati quando si tratta di far spaziare lo sguardo alla ricerca del compagno smarcato.
Comunque, nonostante queste sfasature, il quintetto in campo produce altri 2 gol, autore Brusati, che nel primo caso spedisce un tiretto perfido verso il palo sinistro del portiere dei Dolphins Donna Dena, ricevendone la collaborazione… l’estremo difensore invece di spingere in avanti la carrozzina per cercare di intercettare palla con lo stick, cerca la pallina girando la carrozzina verso sinistra e spalancando di fatto la sua porta: prego, si accomodi! Nell’altro frangente sono i 2 arbitri, Iotti e G. Biundo (autori però di una buona prova) a far approdare il punteggio sul 5-0, fischiando un rigore apparso ai più generoso. Brusati non si fa pregare e trasforma dal dischetto.
Le novità del terzo quarto si chiamano Provito (per Rasconi tra i pali) e Schiraldi (esce Bruno). Ma la novità vera è il gol con il quale i Dolphins rendono meno amaro il calice di una sconfitta che va facendosi pesante. E un po’ di amaro in bocca resta invece al Dream Team per questa rete subita su punizione, con l’unico avversario in grado di fare danni oltre ad Occhialini, cioè la mazza Jervicella, lasciato solissimo di fronte a Provito e libero di trasformare in rete il passaggio del “piovra”. Se conosciamo bene il Coach dei milanesi, la difesa che dimentica di schierarsi ai propri posti su una palla inattiva, lo avrà certamente mandato in bestia. Ma nella terza frazione c’è anche il tempo per altri 2 gol di Brusati e per il meritato gol di Fontana, uno che potrà perdere la forza e l’abitudine, ma la classe mai.
Scampoli da fine gara nell’ultimo quarto, con l’ingresso di quasi tutti i giocatori a disposizione in panchina; comincia Bonifacio che a dispetto di un’aria poco incline all’impegno, rischia subito di segnare con una gran volata in contropiede conclusa con un bel diagonale parato, poi Khan in porta, in difesa D. Biundo finora in questo Campionato sempre autore di ottime prove quando chiamato in causa e nel finale Rutigliano al suo esordio stagionale.
Proseguono i tentativi infruttuosi di mandare a rete Ghislotti, che comunque col prosieguo del match riesce a scaldare i motori e, liberatosi dall’ansia di sbagliare, a rendersi autore di lodevoli iniziative. Migliorata anche la sua presenza difensiva. Come del resto nel primo quarto era apparsa positivamente in progresso la capacità di concentrazione di Locatelli. Tutto finito, allora? Forse, ma nessuno lo ha comunicato a Brusati, che approfitta per farne altri 2: e sono 7! E il finale dice 10-1. Che sia davvero più redditizio prendersela con la pallina piuttosto che con avversari, compagni, mondo intero?
È un interrogativo questo che rivolgiamo a tutto il Dream Team. A fronte di indubbi miglioramenti nell’approccio alla gara, attendiamo ora il riscontro con impegni più probanti. E ci piacerebbe allora poter riprendere pari pari il titolo dato a questo articolo.
Riccardo Rutigliano
riccardo.rutigliano@voceditalia.it