Con la sconfitta 9-2 subi’ta a Bologna contro i Rangers, Milano retrocede in A2
Bologna – Il miracolo non è dunque riuscito al Dream Team. Conquistare punti sul campo dei Rangers Bologna, una delle più serie pretendenti alla vittoria finale in questo Campionato 2011/12 di wheelchair hockey, conquistando così la salvezza, sembrava davvero un’impresa disperata. Ma la squadra milanese nell’ultima partita del girone A, disputata nel capoluogo emiliano il 29 aprile nella palestra Pallavicini, aveva il dovere di crederci e di provarci.
Perché non poteva contare sui risultati di gare disputate su altri campi, ma anche in virtù delle ultime prestazioni, piuttosto confortanti e tornate sui livelli d’inizio stagione, quei livelli che avevano lasciato sperare in un campionato diverso da parte della squadra giallonera. Chiaro che fare la cronaca di quest’ultima partita, terminata 9-2 per i Rangers, ha poco senso.
Crediamo che ai tifosi del Dream Team interessi molto di più sapere che la loro squadra a Bologna è uscita dal campo e dal campionato a testa alta: sconfitta certo, ma non umiliata. Perché anche se il risultato alla fine riporta lo stesso punteggio della disgraziata partita di andata (a nostro parere, la peggiore disputata dal Dream Team in questo Campionato), la compagine giallonera, dopo l’ormai endemico sbandamento nel secondo quarto, ha saputo riprendersi e riproporsi fino al fischio finale ad un livello dignitoso.
Il primo e l’ultimo quarto di gioco sono senz’altro risultati i migliori per i milanesi. Il primo, addirittura, avrebbe anche potuto chiudersi in parità se Bologna non fosse riuscita a sbloccare il risultato, in modo anche un po’ fortunoso, grazie a Felicani che, dopo un primo tiro parato da Rutigliano riusciva a recuperare il rimpallo nonostante la buona opposizione difensiva di Bruno, e a insaccare il gol dell’1-0.
Milano era scesa in campo con il medesimo schieramento delle ultime 2 precedenti e decisive partite, quello con Rutigliano tra i pali, Bruno e Bonifacio nel ruolo di stick e Ghislotti e La Cara in quello di mazza. La scelta del Coach Rasconi, come sempre coadiuvato dal vice Guerra, era però stavolta per la partenza con lo schema più difensivo, quello che propone le 2 coppie mazza-stick posizionate una davanti all’altra.
Come detto, lo schema ha funzionato piuttosto bene per un tempo, poi nel secondo quarto, con la necessità di rimontare, si è passati al più spregiudicato schema 1-3, con uno stick basso a protezione della porta e le 2 mazze con il secondo stick allineati davanti. Dopo il secondo gol felsineo però, anche lo stick basso, cioè Bruno, veniva spostato in avanti a sostegno degli attaccanti e questo dava davvero troppo vantaggio al contropiede rossoblù, che con Liccardo e Felicani e carrozzine più veloci, potevano andare a segno più volte, (6-2 il risultato alla fine del secondo quarto) e così anche poi nel terzo (finito 8-2 con la ricomparsa di Provito in porta) e nell’ultimo quarto (quando anche il coach monta lo stick e torna come una volta tra i pali).
Per il Dream Team hanno reso meno incondizionata la sconfitta e meno drastico il punteggio La Cara e Ghislotti, segnando rispettivamente il gol del 3-1 e quello del 5-2, con il consueto supporto di Bonifacio. Di più sinceramente, non era neanche lecito chiedergli, in questa gara. Milano deve recriminare soprattutto per la sconfitta nella partita casalinga contro i Dolphins Ancona, diretti avversari per la permanenza nella massima serie e sicuramente alla portata dei colori gialloneri.
Dunque la Milano del wheelchair hockey scende in A2 e anche se la serie cadetta in questa disciplina esiste da pochi anni, è comunque una prima volta che pesa. Pesa a chi questa squadra l’ha fortemente voluta 19 anni fa, pesa a chi ha contribuito in passato alla vittoria dei suoi tre scudetti, ma pesa anche, ne siamo certi, a chi ne ha difeso i colori nelle ultime, travagliate, stagioni.
Se la società di Via Lampedusa riuscirà a ravvivare lo spirito di squadra intravisto in queste ultime gare e a incanalarlo all’interno di una struttura societaria organizzata e calata appieno nella realtà del wheelchair hockey moderno,siamo comunque certi che voltare pagina e scrivere nuovi, importanti capitoli della propria storia non sarà un problema per il Dream Team Hockey Club Milano.
Riccardo Rutigliano


















