Il nuovo corso del Dream Team Milano: un successo di tutti

Si, proprio così. E’ stato un successo l’anno sportivo 2017-18 del Dream Team Milano. La squadra di powerchair hockey giallo-nera, da aggiugere all’Albo d’Oro, porta a casa il terzo posto nella serie A2 del campionato italiano organizzato dalla FIWH a Lignano Sabbiadoro. Questo risultato non permetterà l’anno prossimo al club milanese di tornare nella massima competizione nazionale di hockey in carrozzina elettronica, obiettivo mancato di poco, ma ha sancito la nascita di un nuovo e più giovane gruppo, peraltro molto unito. Le tre partite disputate sul bellissimo campo da gioco di Lignano, due delle quali vinte dai milanesi contro le Aquile Palermo e i Treviso Bulls, hanno mostrato che la squadra non è ancora pronta per sfidare le più forti squadre d’Italia ma ha anche evidenziato il nuovo corso del Dream Team. Innanzitutto una nuova rosa di giocatori ricca di talento, passione per questo sport e voglia no stop di imparare. L’età media è scesa attorno ai 20-25 anni con i preziosi innesti di Mohamed Amer (2006), Pasquale Improta (1998), Luca Ive (1998), Davide Lione (1999), tutti presenti alle fasi finali disputate tra il 17 e 19 maggio 2018. Poi, da menzionare, anche i nuovi stick Klisman Gjeta (1998) e Imen Bouhdid (2001) che potranno fare la loro parte in un contesto profondamente rinnovato. Di nuovo c’è anche lo staff tecnico. Roberto Sportelli è il mister che ha portato la squadra meneghina a conquistare il terzo gradino del podio di A2 e lo ha fatto al suo primo anno in assoluto da allenatore. Complimenti a Roberto che ha saputo coniugare la sua decennale esperienza (è padre dello stick Nicolas Sportelli, ex giocatore degli Skorpions Varese) maturata sui campi di wheelchair hockey di tutta Italia con la capacità di ascolto e dialogo con ogni singolo giocatore. Quest’anno il mister del Dream Team Milano è stato coadiuvato, come vice, da Riccardo Rutigliano che al Brusati Challenge ha deciso di fare un importante annuncio ai tifosi. Grande apporto concreto alla squadra è stato dato dallo staff tecnico dirigenziale di accompagnatori, composto da Luigi Masini e Giuseppe Improta, oltre che da Luigi Bruno, Kevin Restelli e Mansour Arasteh. L’aiuto nel corso delle Finali di Masini e Improta è stato fondamentale nel montare gli stick, gonfiare o sostituire le ruote, mettere numeri e sistemare protezioni di ogni tipo. Senza di loro, l’attività sportiva del Dream Team sarebbe molto, molto più complessa. Per quanto riguarda le citazioni che riguardano gli aspetti di gioco, è doveroso ricordare che l’unico giocatore con lo stick che  è stato protagonista di un gol nelle Finals di Lignano Sabbiadoro è stato Mohammed Baidi, promosso a capitano dal mister Sportelli, con il pieno assenso del sempre capitano Alessandro Bruno, pilastro fondamentale della squadra. Significativa è stata anche la prestazione complessiva del portiere titolare Nicolas Sportelli che gli ha permesso di parare pure un rigore molto importante per la classifica generale. Bene anche gli innesti dalla panchina di Alberto Masini, sempre più presente nei meccanismi di gioco della squadra, di Pasquale Improta schierato titolare nell’ultima partita per la vittoria del terzo posto. Giuseppe Fumagalli positivo, non ha commesso grandi errori. Il buon lavoro di copertura e attenzione nella fase difensiva ad opera della mazza Davide Lione si è notata a momenti, da lui il Dream Team chiede di più ma per le sue condizioni di salute non ottimali ha fatto moltissimo e, attualmente, non gli si può chiedere di fare meglio. Da segnalare il percorso di crescita lento e continuo del secondo portiere milanese, Luca Ive. A volte soffre di poca sicurezza nei propri mezzi, ma la tenacia e l’impegno messi sul campo lo distinguono sempre. Ad un certo punto della semifinale il mister Sportelli voleva far entrare Luca ma lui ha preferito rimanere in panchina per lasciare in campo il più bravo Nicolas, nel tentativo estremo di fare la remuntada contro Genova, alla fine non compiuta. Un ringraziamento va anche ad Antonio Orbai e Roberto Bonasia che, però, non sono potuti venire alle fasi finali per motivi personali. Consapevoli dei grandi passi avanti che bisogna compiere ma altresì convinti che siamo sulla strada giusta. Un percorso difficilissimo e accidentato che ha visto il Dream Team, negli ultimi due anni, orfano prima di due ex compagni di squadra che, per diverse ragioni, hanno lasciato la società: Chiara Laganà (ex portiera), soprannominata la para-rigori e Andrea Ronsval (eccellente giocatore passato agli Skorpions Varese e premiato quest’anno a Lignano come migliore mazza del campionato italiano di serie A1). Poi l’anno scorso ha lasciato la società milanese anche Luciano Ghislotti, preferendo andare agli Sharks Monza A per cercare maggior fortuna e una eventuale convocazione in Nazionale. Le loro assenze, compresa quella di Pegah Arasteh a causa della sua prematura scomparsa, sono impossibili da colmare nei cuori e nelle menti dei giocatori del Dream Team sia per la qualità di gioco che mettevano a disposizione del gruppo sia per la voglia di mettere tutti loro stessi per il bene del club. Ma quest’anno, nonostante tutto, il Dream Team ha saputo reagire, guardare avanti, farsi coraggio. La squadra ha vinto tutte le partite della fase a gironi del campionato di A2, ne ha perso solo una, in semifinale, contro i Blue Devils Genova, che in campo schieravano tre mazze. Quando uno intraprende un nuovo viaggio le incognite sono tante. Le difficoltà affrontate, volta per volta, sono state diverse e gli imprevisti moltissimi. L’organizzazione dei trasporti per gli allenamenti, gestita molto bene negli anni scorsi da Marco Solci, Edoardo Guerra e Luciano Ghislotti, è passata nelle mani di Luca Ive che, coordinato da Marco Rasconi presso la sede UILDM Milano, si è dato moltissimo da fare per permettere praticamente quasi ogni settimana il corretto svolgimento degli allenamenti al giovedì sera (a proposito noi ci alleniamo nella palestra dell’ITT Gentileschi in via Giulio Natta a Milano dalle 19.00 alle 21.30). E per questo il nostro Luca merita un vivacissimo ringraziamento. Poi dopo alcuni anni di assenza quasi totale, sono arrivate anche alcune rilevanti sponsorizzazioni (trovate in particolare da Luigi Lione) e significative donazioni che hanno consentito una corretta gestione di spesa per la squadra in vista delle finali da poco disputate. Risorse preziosissime ma che dovranno essere implementate se si vuole davvero far fare il salto di qualità alla società del Dream Team. Continuiamo inoltre a cercare volontari che possano dedicare qualche ora a settimana (giovedì) del loro tempo libero per i trasporti dei ragazzi, l’allestimento del campo e il montaggio degli stick in occasione degli allenamenti e delle partite. Un ringraziamento va anche a tutti i genitori che hanno supportato e ottimizzato l’organizzazione e la gestione complessiva della società. Un impegno non sempre facile e scontato. Spesso un lavoro silenzioso, ma efficacissimo, continuo, spontaneo. Un club come il nostro deve rimanere patrimonio comune di tutti coloro che ne fanno parte. Tenendo sempre presente che i primi a doversi impegnare dobbiamo essere noi persone con disabilità, noi artefici e protagonisti sul campo. La nostra forza è il gruppo. E vedere a Lignano Sabbiadoro festeggiare il terzo posto con il sorriso è stato bellissimo. Vedere e sentire un ragazzino di 11 anni, ormai chiamato da tutti Momino (il nostro futuro Momo Salah) prendere la coppa del terzo posto e dire: “Bene Renato, ma questo è solo l’inizio vero? Io voglio arrivare a giocare anche in serie A1” è qualcosa che rafforza e indica nuove prospettive positive che dobbiamo cogliere. Grazie a tutti. Forza Dream Team Milano! Sempre!

Renato La Cara (giocatore del Dream Team e Vice-presidente UILDM Milano)

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